25 giugno 1950, scoppia la guerra del 38° parallelo in Corea

Nell’estate del 1950 esplode la fase più acuta della Guerra fredda con lo scoppio del conflitto tra le due Corea: da una parte l’Urss e dall’altra gli Usa.

La guerra di Corea fu il conflitto combattuto nella penisola coreana dal 1950 al 1953. Essa determinò una delle fasi più acute della Guerra fredda, con il rischio di un conflitto globale e il possibile utilizzo di bombe nucleari.
La guerra scoppiò il 25 giugno 1950 a causa dell’invasione della Corea del Sud, stretta alleata degli Stati Uniti, da parte dell’esercito della Corea del Nord comunista. L’invasione determinò una rapida risposta dell’ONU: su mandato del consiglio di sicurezza gli Stati Uniti, affiancati da altri 17 Paesi, intervennero militarmente nella penisola per impedire una rapida vittoria delle forze comuniste. Le forze statunitensi, comandate dal generale Douglas MacArthur, respinsero l’invasione e proseguirono l’avanzata fino a invadere la Corea del Nord. A questo punto però intervenne nel conflitto anche la Cina comunista, mentre l’Unione Sovietica inviò segretamente moderni reparti di aerei, costringendo le truppe statunitensi a ripiegare in Corea del Sud. La guerra quindi si arrestò sulla linea del 38º parallelo dove continuò con battaglie di posizione e sanguinose perdite per altri due anni fino all’armistizio di Panmunjeom che stabilizzò la situazione e confermò la divisione della Corea.
Durante il conflitto coreano la guerra fredda raggiunse uno dei suoi momenti più critici, e sorsero anche gravi contrasti politici all’interno della dirigenza statunitense che culminarono nella destituzione, da parte del presidente Harry Truman, del generale MacArthur a causa delle idee eccessivamente bellicose e dei suoi propositi di utilizzare bombe atomiche contro il territorio cinese.
Il numero delle vittime causate dal conflitto è stimato in 2.800.000 tra morti, feriti e dispersi, metà dei quali civili.
Salto indietro: durante le sessioni della conferenza del Cairo, nel 1943, un accordo tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Cina prevedeva l’indipendenza della penisola coreana dal Giappone a guerra ultimata e lo status di “nazione neutrale”. L’Unione Sovietica accettò questa mozione, sebbene confinasse per un breve tratto col nuovo stato che si sarebbe venuto a creare.
Nell’agosto 1945, in contemporanea con gli attacchi nucleari statunitensi su Hiroshima e Nagasaki, i sovietici denunciarono il trattato di non belligeranza che avevano stipulato coi giapponesi nel 1941, poi in tre settimane i sovietici occuparono tutta la Manciuria e la penisola coreana fino al 38º parallelo, laddove incontrarono gli statunitensi che la stavano occupando a partire dalla regione meridionale.
Fu a quel punto che il comando strategico statunitense inviò a Stalin una carta geografica della penisola coreana tratta da un numero del National Geographic, che recava un tratto di penna a demarcazione del 38º parallelo affinché fosse stabilito il confine.
Nell’agosto 1948, all’insediamento di due regimi antitetici nelle rispettive zone d’influenza, il governo sudcoreano cominciò la repressione dei comunisti, mentre a settembre fu la volta della Corea del Nord a dichiarare la propria sovranità richiamando le truppe russe d’occupazione. Nonostante le proteste degli alti vertici sudcoreani, anche gli statunitensi completarono l’evacuazione (giugno 1949). Iniziò, così, un biennio di guerra non dichiarata tra le due Coree, fatta di continue scaramucce al confine, di provocazioni e sanguinose rappresaglie.
La penisola coreana venne quindi divisa in due zone lungo la linea del 38º parallelo: nell’area settentrionale si era formato un governo comunista filosovietico con capitale a Pyongyang presieduto da Kim Il-sung e in quella meridionale un governo nazionalista filostatunitense con capitale a Seul presieduto da Syngman Rhee. Entrambi gli stati avevano, come priorità, il disegno della riunificazione nazionale. Nell’ottobre 1949, in concomitanza della vittoria definitiva dei comunisti in Cina, i nordcoreani iniziarono ad organizzare l’offensiva che avrebbe dovuto annettere la parte meridionale della penisola. Nel giugno 1950, al momento dell’inizio del conflitto armato, la parte di Corea sotto il controllo comunista era meglio armata e più sviluppata industrialmente della parte sotto controllo statunitense.

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