Confiscati beni per 15 milioni di euro dalla Dia di Caltanissetta

La Dia di Caltanissetta confisca un patrimonio di beni pari a 15 milioni di euro dopo un certosino lavoro di intelligence durato diversi mesi.

Era dal 2018 che gli agenti del I Reparto investigazioni preventive della Dia e del Centro operativo di Caltanissetta monitoravano il repentino e anomalo incremento di ricchezza di un imprenditore siciliano, ma residente a Brescia, già agli arresti per reati di mafia presso il carcere Opera di Milano.

In breve tempo, l’uomo aveva costituito nel nord Italia numerose società operanti in molteplici settori commerciali, tutte direttamente o indirettamente a lui riconducibili.

Il decreto di confisca, emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Caltanissetta, su proposta del direttore della Dia, Giuseppe Governale, ha interessato beni stimati in oltre 15 milioni di euro: 11 società e 2 ditte individuali con sedi a Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela, operanti nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar.

Tra i beni confiscati, un quadro risalente al XVII secolo, “Flora Sileno e Zefiro” del pittore Jacob Jordaens di circa sei milioni di euro.

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