Kaliningrad: la città russa in pieno Occidente

Il presidente russo Vladimir Putin ha pralto in questi giorni di minacce nucleari, di referendum per l’annessione di regione ex ucraine ma anche di salvaguardare Kaliningrad. Ma che cos’è Kalinigrad?

Il presidente russo Vladimir Putin ha pralto in questi giorni di minacce nucleari, di referendum per l’annessione di regione ex ucraine ma anche di salvaguardare Kaliningrad. Ma che cos’è Kalinigrad? Kaliningrad è una città della Russia di 489mila abitanti, capoluogo e centro principale dell’oblast’ omonima, exclave russa tra Polonia e Lituania con accesso al mar Baltico, di cui è uno dei maggiori porti.

La città è situata nella storica provincia della Prussia Orientale, regione che fu per secoli di cultura tedesca. La città è anche nota per aver dato i natali al filosofo Immanuel Kant. La città venne fondata dai tedeschi nel 1255 con il nome di Königsberg (letteralmente Monte del Re o Regiomonte) e mantenne tale denominazione fino al 1946. Annessa nel maggio 1945 dall’Unione Sovietica come parte della RSFS Russa, venne ribattezzata Kaliningrad il 4 luglio 1946, in memoria di Michail Ivanovič Kalinin, rivoluzionario, politico e primo capo di Stato dell’Unione Sovietica, deceduto un mese prima. Kalinin non ebbe mai alcun legame con la città, che fu inoltre la terza a essergli intitolata dopo Kalinin (già Tver’) nel 1931 e l’omonima Kaliningrad (oggi Korolëv) nel 1938.
Kaliningrad si trova alla foce del fiume navigabile Pregel, che termina nella laguna della Vistola e poi nel Mar Baltico. Navi mercantili possono avere accesso all’area tramite la baia di Danzica dalla laguna della Vistola e dallo stretto di Baltijsk.

Dal 1952 la città è il quartier generale della Flotta del Baltico. Grazie al clima favorevole dell’area, ad oggi Kaliningrad e Baltijsk sono gli unici due porti russi sul Mar Baltico a non ghiacciare per tutto l’anno, ciò li rende di conseguenza gli unici dove poter mantenere la flotta per l’intero anno.

La popolazione tedesca sopravvissuta alla guerra venne espulsa con la forza tra il 1946 e il 1949 e la città venne ripopolata con cittadini sovietici. La lingua tedesca venne rimpiazzata con quella russa. Dopo l’annessione, la città venne ricostruita quasi interamente con edifici moderni, mentre gli edifici storici danneggiati durante la guerra vennero in larga parte demoliti o rimasero in rovina per decenni (come il castello teutonico) per poi subire uguale sorte.

La città fu posta a capo del nuovo territorio occidentale dell’URSS, l’oblast’ di Kaliningrad, regione che divenne particolarmente importante durante gli anni della guerra fredda. La città divenne infatti il quartier generale della Flotta del Baltico sovietica nel 1952, dopo la costruzione di un nuovo porto nella limitrofa città di Baltijsk (già Pillau), dove la flotta venne acquartierata diventando una città preclusa agli stranieri.
Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, l’oblast’ di Kaliningrad divenne un’exclave geograficamente separata dal resto della Russia. Questo isolamento dal resto dello Stato divenne ancora più pronunciato quando Polonia e Lituania divennero membri della NATO prima e dell’Unione europea poi (dal 2004). Tutti i collegamenti civili e militari via terra da allora sono stati resi possibili con la madrepatria attraverso il passaggio in territori NATO e dell’Unione europea, e anche per i cittadini locali si sono creati dei sistemi di trasporti facilitati per ovviare la burocrazia di confine.

Nel luglio del 2007, il vice Primo ministro russo Sergej Borisovič Ivanov ha dichiarato che qualora gli Stati Uniti d’America avessero deciso di piazzare dei missili difensivi in Polonia, la Russia avrebbe potuto porre in deposito parte del proprio arsenale nucleare a Kaliningrad. Il 5 novembre 2008 il leader russo Dmitrij Medvedev si disse sempre determinato a mantenere tali principi. I progetti di ambo le parti, a ogni modo, vennero sospesi nel gennaio del 2009.

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