Laura Campiglio e le sue riflessioni da scrittrice davanti al ‘Caffé Voltaire’

Laura Campiglio presenta a Latina il suo ultimo romanzo, ‘Caffè Voltaire’, una commedia sul mondo del giornalismo, della politica, delle donne, dei rapporti amorosi e della sopravvivenza umana. Appuntamento mercoledì 15 all’Old Tom di piazza del Mercato.

Latina è la sua città d’adozione. Lei è però milanese ma i casi della vita, si sa, ti portano dove non avresti mai pensato di prendere il sole. Così Laura Campiglio, giornalista, scrittrice ma soprattutto comunicatrice mainstream tout court e of course come direbbe lei, ha a che fare con la prima vera e reale occupazione della vita: sopravvivere. Non solo a se stessa, un po’ come tutti, ma anche agli eventi direttamente collegati a una professione maledetta ma necessaria, cioè il giornalismo, o meglio lo scrivere, o meglio ancora il comunicare. Così, dopo gli uragani che reclamavano il proprio nome, qualche racconto ben fatto per mantenersi allenata con le architetture narrative, ecco che è tornata sui suoi passi e ha (ri)cominciato a scrivere il suo nuovo romanzo, che odora tanto di sè (e perchè mai non dovrebbe…). ‘Caffé Voltaire’ (Mondadori) è il suo ultimo lavoro, lo presenterà insieme allo scrittore e giornalista Gian Luca Campagna proprio a Latina in un bar (toh!), l’Old Tom di piazza del Mercato, 3 alle ore 19 di mercoledì 15.

Eh, vero è che la vita è una sola ma talvolta te ne toccano due. O più. Lo sa bene Anna Naldini, fresca 35enne, che ha la sensazione di ritrovarsi dalla parte sbagliata della trentina: quella in cui dai progetti è ora di passare ai bilanci. Ma c’è di peggio. Nel giorno del suo compleanno perde la più importante tra le otto collaborazioni precarie di cui si fregiava il suo barocco curriculum: il lavoro di reporter per “La Locomotiva”, il quotidiano di sinistra per antonomasia. Non si scoraggia, e dopo la sbronza di rito è pronta a rimettersi in gioco dal tavolino del Caffè Voltaire, il suo bar di riferimento. Sarà il giornale più a destra del Paese, “I Probi Viri”, a proporle di seguire una campagna elettorale che si preannuncia agguerritissima dopo l’improvvisa caduta del governo. Perfetto, se non fosse che “La Locomotiva” la richiama: ad Anna non resta che celarsi dietro due pseudonimi – Voltaire e Rousseau – e gettarsi nell’agone politico, prestandosi a un doppio gioco in cui vero e falso si confondono sempre di più. Nell’epoca della post-verità, si può scrivere tutto e il contrario di tutto sperando di uscirne indenni? Tra slogan elettorali, scorrettezze di bassa lega e fake news (con l’aggravante di un inatteso incontro romantico), Anna si renderà conto che fare la cosa giusta non è facile come sembra. E pensare che tutto è iniziato con un innocuo motivetto francese sugli illuministi, Voltaire e Rousseau appunto, che il nonno Pietro da Lomello, un vecchio saggio pragmatico e ironico, le cantava quand’era piccola… Una commedia fresca e incalzante, brillante e attuale, che coniuga un riuscitissimo ritratto generazionale al racconto informato di una campagna elettorale perfettamente calata nel presente.

CHI E’ – Laura Campiglio ha scritto per diverse testate, tra cui “GQ” e “Rolling Stone”. Cura su “Cronaca Vera” la rubrica Al posto del cuore, da cui è stato tratto un programma radiofonico in onda nel 2018 su Rai Radio2. Ha esordito nel 2007 con Dario Flaccovio Editore e questo è il suo terzo romanzo. Vive a Milano con le figlie Lola e Isabella ma resterà sempre una (ex) ragazza di provincia.

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