Latina, le donne di centrosinistra siglano un breve patto d’alleanza

Nicoletta Zuliani, Maria Grazia Ciolfi, Valeria Campagna e Celina Mattei siglano un patto per la città. Fuga in avanti per lanciare l’idea di un’alleanza tra Lbc, Italia Viva e Pd? Ma poi la realtà…

Latina guarda indietro e non avanti. Non si spiegherebbe altrimenti il patto sottoscritto da alcune donne rampanti impegnate in politica proprio in questi giorni. Tutte d’area di centrosinistra. Così, accade che Nicoletta Zuliani, esponente del Pd in assise comunale, Celina Mattei, neoiscritta di Italia Viva (ma in assise comunale con Lbc), la giovanissima Valeria Campagna, consigliere comunale Lbc, più Maria Grazia Ciolfi, esponente molto attiva di Lbc per la sua attività relativa alla Marina, si affidino a Facebook per annunciare un patto di rinascita per la città. Fa riflettere la presenza della Zuliani, spina nel fianco del governo Coletta fino a qualche mese fa e spesso attaccata inelegantemente dal capogruppo Lbc Dario Bellini, appena nominato assessore al posto del dimissionario Lessio.
“Intanto un gruppo di donne accomunate da valori, sentimenti autentici e radicati e da esperienza amministrativa. Rappresentiamo diverse espressioni politiche ma… crediamo indispensabile un metodo condiviso e democratico di scelte per la sfida della Latina 2021 che sarà chiamata alle elezioni. Abbiamo scritto un documento e l’abbiamo firmato” così scrivono.
E quando un gruppo di attiviste politiche fa massa critica è sempre un momento bello per la politica cittadina, ne beneficia la collettività. Solo che le belle premesse spesso cozzano con la realtà. Nel senso che il documento sottoscritto sì parte dall’esperienza personale e politica delle quattro attiviste ma abbraccia ancora il passato, partendo dal fallimento del centrodestra nel capoluogo pontino, ormai noto anche ai pochi piccioni presenti in piazza del Popolo, ma che sembra rappresentare l’amuleto da mostrare all’elettorato in vista della tornata elettorale in programma a primavera 2021. Forse, dopo quattro anni di governo Lbc sarebbe stato più incisivo mostrare cosa è stato realizzato dal sindaco Coletta e dal suo movimento, che ricordiamo è espressione monocolore dell’assise comunale come mai accaduto nella storia del capoluogo pontino.

“La vittoria di Coletta e LBC alle amministrative del 2016 ha rappresentato un netto cambio di rotta rispetto alla direzione in cui la città era proiettata: le inchieste giudiziarie e il sistema cristallizzato di una politica strettamente correlata a interessi economici e politici che piegavano o bypassavano la legge a scapito della collettività (partecipate governate da interessi privati, contratti, concessioni sempre a vantaggio del privato e fortemente onerose e svantaggiose per la collettività, edilizia fuori controllo) sono la certificazione che la città di Latina è stata usata e per ingrassare imprenditori e professionisti con il beneplacito dei politici che ingannavano i cittadini” si legge nel post sul social network.
“La città di Latina, la seconda città del Lazio dopo Roma, risulta decenni indietro rispetto a città delle stesse dimensioni per civiltà, adeguamento infrastrutturale, capacità di attrarre investimenti, costruzione di rete di servizi a sostegno delle imprese e capacità di fare sistema” sottolineano le quattro donne. Poi, finalmente, lo spiraglio verso il domani. “Ad un primo momento di assestamento e di rinnovamento deve ora seguire una nuova fase fatta di apertura, confronto e condivisione alla pari tra tutte quelle forze politiche, sociali e movimenti che si riconoscono nella stessa idea di città e che rappresentano valori e sensibilità comuni. Vogliamo realizzare un campo che possa fare da “casa” a tutti quelli che non vogliono che Latina sprofondi di nuovo nel passato. La prospettiva che le forze politiche e i politici che hanno governato negli ultimi 20 anni possano approfittare della autoreferenzialità che genera frammentazione è una reale possibilità che dobbiamo assolutamente scongiurare. Crediamo che il dialogo tra le forze che rappresentiamo sia possibile e che questo possa costituire una base solida su cui partire per progettare, e soprattutto realizzare, la Latina che attragga studenti, imprese, lavoratori, ricercatori, finanziamenti, e che sia capace di offrire quel benessere che dà l’orgoglio di vivere nella città che ami”. Certo, considerare quattro anni soltanto come un momento di assestamento nel governo della città è alquanto bizzarro, quello che lascia interdetti è il dominio della politica degli annunci e dei buoni propositi. Forse, i cittadini avrebbero maggiormente apprezzato l’elenco di cose realizzate. E un primo scossone a questa alleanza ecco che arriva dopo le dimissioni dell’assessore Lessio e la nomina di Bellini, scelta aspramente criticata dalla stessa Zuliani e dall’intero Pd. Finita qua? No. Valeria Campagna viene scelta come capogruppo consiliare di riferimento di Lbc, mentre resta in piedi il nodo Mattei, come anche dichiarato da Renato Archidiacono, referente di Italia Viva in provincia. Insomma, la sweet revolution rosa è forse abortita ancor prima di emettere il primo vagito.

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