L’editoria italiana in crisi, cresce la vendita online

L’editoria italiana travolta al Covid19: persi 134 milioni di euro e appena 8 milioni i libri venduti. Di contro cresce l’acquisto online.

La crisi travolge l’editoria italiana. Ora le librerie, le case editrici e, soprattutto, gli autori puntano all’autunno, cercando di limitare i danni anche per la stagione estiva, dato anche che dal 16 marzo al 3 maggio gli editori distribuiti dai maggiori gruppi nazionali hanno congelato il 91,1% delle uscite. E sì, perché i numeri snocciolati dalla Aie (Associazione italiana editori) relativi ai primi 4 mesi del 2020 sono stati tragici per il settore: meno 8 milioni di copie vendute nella saggistica e narrativa con circa 134 milioni di euro di fatturato persi nei primi quattro mesi del 2020, concentrati tutti tra marzo e aprile.
Chi sorride sono i portali online, diventati durante l’emergenza sanitaria per Covid-19 il primo canale di acquisto dei libri, con una quota pari al 47% delle vendite di libri rispetto al 26,7% dell’anno precedente. Ed è subito allarme librerie, scese nelle vendite dal 66% al 45%, con lo specifico dato dal 9 marzo al 12 aprile con un drastico calo dell’85%.Un dato che porta a riflettere e a spostare i mercati: prima dell’emergenza coronavirus il numero dei lettori che acquistava online erano il 59% mentre oggi è pari al 64%.

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