L’idiozia di festeggiare il Capodanno vietato sui social

Capodanno festa cerchiata in rosso? No problem, sui social c’è l’onore da salvare. I casi emblematici del cenone al resort sul lago di Garda e dei festeggiamenti a colpi di pistola del presidente del consiglio comunale di Foggia. Gesti che valgono più di essere rei confessi.

Io c’ero. Certo che c’ero. Non ve ne siete accorti? La moda, tremenda, dei social è che devi apparire. Sempre. Ma sempre sempre. Altro che il morettiano dilemma sull’andare o meno a una festa (“si nota di più se vado o se non vado?!”). A rischio di essere non solo autoreferenziali e narcisisticamente narcisisti ma anche autolesionisti alla Tafazzi.

Prendete due esempi tipici delle festività natalizie. Abbiamo sopravvissuto a queste feste mai come stavolta cerchiate col bollino rosso sul calendario, ma qualcuno s’è dimostrato più cretino di quello che supponeva. Come potremmo definire altrimenti i partecipanti alla festa di Capodanno presso un resort di lusso di Padenghe sul Garda? Non solo un gruppo corposo di sfrontati nababbi partecipa in piena pandemia da zona rossa, e quindi da divieto assoluto, a una festa in cui il Governo aveva raccomandato sobrietà e prudenza, ma gli ospiti si filmano e si postano! Sì, avete letto bene. Fanno video e si postano sui social in barba alle multe, un modo come un altro per essere rei confessi e consegnarsi in flagranza di reato. Geniale.

Ma non finisce qui. Perché in tempi di pandemia c’è uniformità di modus vivendi sia al Nord che al Sud, così il presidente del consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, dà sfoggio di tutta la profonda gioia istituzionale di cui è capace e spara (a salve) dal balcone di casa sua festeggiando la mezzanotte. Vabbè, direte voi, mica si sarà fatto riprendere? Eh sì. Dai familiari. Vabbè, mica avranno fatto rimbalzare il video… Beh, sì. Lo hanno fatto.

Che si sappia che loro il 31 dicembre 2020 hanno pubblicamente festeggiato.

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