Maltempo: è l’anno più caldo di sempre (+0,96°)

Il maltempo si abbatte sull’Italia in un 2022 che si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di +0,96 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni ridotte di 1/3 rispetto alla media storica.

Il maltempo si abbatte sull’Italia in un 2022 che si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di +0,96 gradi rispetto alla media storica ma si registrano anche precipitazioni ridotte di 1/3 rispetto alla media storica. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti, in occasione dell’allerta gialla in 11 regioni, relativa ai primi nove mesi dell’anno su dati Isac Cnr, che effettua rilevazioni in Italia dal 1800. L’anomalia più evidente quest’anno si è avuta in estate che dal punto di vista climatologico ha fatto registrare addirittura una temperatura di 2,06 gradi superiore alla media, inferiore solo al 2003.

Siamo di fronte a un impatto devastante deI cambiamenti climatici con danni all’agricoltura che superano i 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale. La tendenza al surriscaldamento è dunque evidente in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine – precisa la Coldiretti – il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020.  Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – continua la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.

Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà. Per questo servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana.

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