Oltre il pensiero dominante e dominato dal preconcetto…

Per oltrepassare la deriva unica, il cosiddetto pensiero dominante, occorrono i mezzi cognitivi e culturali adatti, oltre che una buona dose di lucidità, me ne rendo conto. E l’attacco al Congresso, anche sui social tricolore, ha prodotto l’immediata e isterica reazione di chi a tale deriva si associa, spesso inconsapevolmente, per eccesso di faziosità, per mancanza di analisi o per carenza di quei mezzi di cui ho appena parlato.

Certo, l’incursione è apparsa farsesca, e anch’io condanno le modalità di comunicazione, spesso oltranziste, di Trump. Condanno ancora di più, tuttavia, il fondamentalismo intellettuale, cercando anche stavolta di guardare al di sotto della punta dell’iceberg, oltre la superficie. Concordo con chi ha scritto che l’assalto al Congresso è stato gestito benissimo, in segno di civiltà e democrazia, poiché in altri Stati sarebbero state ammazzate decine e decine di incursori protestanti, con o senza corna; ma la visione che il popolino fondamentalista ha di Trump resta un ritratto storicamente distorto: inetto, razzista, faccendiere, guerrafondaio, rissoso. Poi i fatti oggettivi smentiscono ciascuna di queste attribuzioni. Il Presidente che ha portato occupazione ed economia USA a livelli mai visti, nonostante la crisi pandemica e a dispetto della depressione generata in precedenza da Obama (Trump l’inetto). Il Presidente sostenuto, in maniera praticamente plebiscitaria, dall’intera e nutritissima comunità ispanica statunitense, che non risulta essere tra le classi più coinvolte e incluse nella vita sociale di quel Paese (il Trump razzista). Il Presidente che non ha partorito Vietnam, Iraq o Afghanistan (il Trump guerrafondaio).

Vero, un Presidente macchietta, sulla cui persona e sui cui metodi di comunicazione è facilissimo, nonché oltretutto coerente, ironizzare. Anch’io ho fatto fatica a riconoscerne i meriti, anch’io non riuscivo a credere che potesse esser stato eletto, ma i numeri e i dati storici hanno poi dato ragione a chi, quattro anni fa, mentre il mondo osservava incredulo a bocca aperta, aveva dato fiducia a questo miscuglio tra un clown in cravatta rossa e una bambola di porcellana rincollata. Insomma, basterebbe andar sempre oltre le apparenze, analizzare, raccogliere dati, e non farsi fottere sempre e comunque dal laido preconcetto. Persino la derisione a ogni latitudine e longitudine delle corna con pelliccia fa parte del pensiero unico fondamentalista, del preconcetto. Abbastanza ridicolo da vedere, concordo, ma le corna, le pellicce e la bandiera del Sud, negli USA, hanno significati ben precisi. Quello che ricorda i massacri senza fine e pietà di quello che si definisce, ed è considerato, il popolo più evoluto e democratico del mondo. Un’evoluzione raggiunta anche, non soltanto, dilaniando un popolo intero e scagliando la bomba su Hiroshima.

Quell’incursione al Congresso, in sostanza, simboleggia molto di più di quello che si cerca di vedere. Rappresenta la stanchezza, ormai palesemente diffusa in tutto il mondo, nei confronti dell’ipocrisia, del camuffamento e dalla pavidità politica di una determinata classe. C’è chi lo fa con le corna e chi, come gli italiani, non lo fa per niente. Ora toccherà a Biden, benvenuto, che già si frega le mani facendo i conti con la Pfizer e sostenendo la campagna di terrorismo che da un anno ci vede con una scopa piantata nel culo senza che se ne capiscano compiutamente i motivi. Adesso sarà il turno dell’ennesimo uomo dalla faccia pulita che forse, come tanti suoi predecessori, ha già la mani sporche di marmellata fresca.

Allora, la domanda è: non avendo altro a disposizione, evidentemente, meglio un nuovo inetto credibile o un clown non credibile che però sa svolgere il proprio ruolo? Siamo al gioco del meno peggio, me ne rendo conto, ma questo passa la ditta, anche e soprattutto in Italia.

La conclusione finale, ritornando a bomba, è osservare come democrazia e social network costituiscano, nel loro congiungersi, un connubio esplosivo: ciò che trasforma qualsiasi massaia (o massaio, per gli appassionati della par condicio) in un’improbabile opinionista…

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