Quando il politicamente corretto è più scorretto della vita

Il politicamente corretto a breve lo troveremo anhe nel tetrapack del latte con l’imposizione di alcuni colori. Così ecco che per partecipare al Premio Oscar i film dovranno attenersi a un canovaccio di punti da rispettare…

Siete degli sceneggiatori e dei registi e avete pensato a una trama accattivante per il prossimo film? Bene. A un finale che è un colpo allo stomaco e induce a riflettere? Grandi. Però, ora è il momento di pensare anche a come comporre cast e troupe, perché non vince solo l’idea più bella e come viene realizzata ma anche come sono gli orientamenti sessuali, razziali, di genere, fors’anche di tifo di quale club sportivo e declinazione alimentare dei vostri attori, stuntmen e portavivande. Niente ironia se non fosse tutto vero, quindi l’ironia diventa sarcasmo. Infatti, per concorrere ai Premi Oscar 2024 l’Academy di Hollywood ha stabilito i nuovi requisiti per favorire l’equa rappresentanza di origine, genere, orientamento sessuale e persone con disabilità, così la statuetta non andrà a chi è più meritevole ma chi è attento all’all inclusive. Politicamente corretto, direte? Beh, forse un modo di anestetizzare, globalizzare, uniformare e appiattire, dove tutti guardano con sospetto tutto e tutti, alla faccia della caccia alle streghe di matrice maccartista, altroché. Forse per far trionfare una certa corrente di pensiero? Chissà. Anche se restano perplessità per questo pot-pourri indigesto. Un modo orwelliano di guardare al futuro, che a breve si estenderà anche ai premi di narrativa, ci potete scommettere. Cari amici scrittori, per partecipare alla prossima edizone del Premio Strega, Bancarella, Campiello, Giallo Mondadori e via cianciando quando penserete alla scaletta e ai vostri personaggi colorateli già dal soggetto in nome di un equilibrio razziale, religioso, sessuale, altrimenti alcuni lettori potranno apostrofarvi come omofobi, fascisti, castristi, terrapiattisti, eliocentristi, consumisti, casti, antifascisti, sionisti, sinofobi, fancazzisti, iperattivi, antimperialisti e imperialisti.

Speriamo che almeno ci sia un’unica colonna sonora. Quale? Nuntereggae più di Rino Gaetano.  

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