Roma-Latina, i senatori Fazzone e Calandrini strigliano il governo

Pare sia diventata la nuova battaglia da portare avanti a tutti i costi. Basta lungaggini e basta passi falsi: la provincia pontina deve dotarsi della Roma-Latina.

La ‘nuova’ battaglia della provincia pontina si chiama Roma-Latina. Certo, nel corso degli anni la tratta che va dal capoluogo pontino (la città più importante del Lazio, dopo la Capitale) a Roma, appunto, ha assunto diversi nomi sia in seno al governo regionale che centrale (di vari colori), ma in sostanza resta quello che è oggi: una chimera.
Così, il senatore Claudio Fazzone, dominus di Forza Italia nel Lazio oltre che in provincia pontina, chiama a un senso di responsabilità il governo affinché si nomini un commissario prima che sia davvero troppo tardi. E la richiesta abbraccia anche la fettuccia Cisterna-Valmontone, battaglia levata decenni fa da Mauro Carturan sindaco di Cisterna (era l’anno di grazia 1999…), tant’è che a Cisterna primo cittadino è ancora lui.

“Occorrono interventi concreti del governo per le infrastrutture del Lazio, a partire dalla realizzazione del Corridoio intermodale Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone. Stiamo parlando di un’infrastruttura dal grande impatto per l’economia del Lazio, basta ricordare i numeri che ne delineano le dimensioni” ha sottolineato in una nota stampa il senatore Fazzone.

Il costo totale dell’operazione è di 2,728 miliardi di euro e ha già ottenuto la piena disponibilità di un finanziamento statale di 980 milioni, mentre il progetto si compone di ben tre tratte per complessivi 186 km: Roma A12–Tor de’ Cenci (16 km); Tor de’ Cenci–Latina Borgo Piave (52,3 km); Cisterna–Valmontone (31,5 km).
“Per dare un’accelerazione all’iter per l’opera pubblica chiedo all’esecutivo di nominare subito un commissario straordinario, anche in considerazione dell’ormai imminente scadenza del vincolo preordinato all’esproprio, prevista per ottobre 2020″ continua Fazzone.
La reiterazione del vincolo preordinato all’esproprio è strumento di fondamentale importanza per la realizzazione dell’opera: alla scadenza di tale vincolo non solo sorgerebbero ulteriori ostacoli, ma verrebbe meno definitivamente la possibilità dell’occupazione d’urgenza e sarebbero vanificati gli sforzi per realizzare l’opera.

Più caustico e duro nell’intervento relativo sempre ala tratta stradale il senatore di Latina Nicola Calandrini (Fratelli d’Italia). “Il governo non risponde nel merito alla mia interrogazione relativa alla realizzazione della Roma Latina e della bretella Cisterna-Valmontone -dice-. Sebbene il ministro De Micheli dica che tale opera sia ‘prioritaria’ di fatto il Governo ha ammesso che è ancora tutto da fare, questo quando ad ottobre scadranno i vincoli preordinati agli espropri per i terreni dove dovrà sorgere l’infrastruttura. Anche sulla nomina di un commissario straordinario prendiamo atto che la maggioranza ha cambiato idea in attesa di una fantomatica ‘semplificazione’. La verità è che purtroppo nell’esecutivo prevalgono altre logiche perché questa fondamentale opera infrastrutturale per il territorio del Lazio è vista con il fumo negli occhi dal M5S, a causa del quale viene mortificato il tessuto imprenditoriale, sacrificandolo per la tenuta della maggioranza da parte del Pd. E a farne le spese sono i cittadini, perché se i lavori di inizio cantiere della Roma-Latina non partiranno subito questa opera non si farà mai”.
Proprio nei giorni scorsi il deputato regionale del Pd Enrico Forte aveva lanciato il suo personale grido d’allarme per quest’opera rimasta incompiuta, soprattutto per le lungaggini burocratiche che si erano create nel corso del tempo. Una burocrazia che è tra le firmatarie dell’isolamento perenne in cui è avvitata la provincia di Latina.

 

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