Storie: la scommessa del grano parte da Sezze

Dopo un’estate a coltivare il grano, a Sezze, provincia di Latina, nel cuore della zona agricola del Lazio, i Fratelli Campagna sono pronti ad impiantare le coltivazioni cicliche che renderanno i 43 ettari dell’ex campo di aviazione uno dei cuori produttivi dell’agro setino e pontino. 
E visti i tempi che corrono, con la crisi delle forniture primarie (energia, materie prime, trasporti) quella dei Campagna rappresenta una scommessa che potrebbe trasformarsi in modello.
Concluso l’acquisto per mezzo dell’aggiudicazione di un’asta, della superficie agricola tra via Campania e via Archi di San Lidano, alla fine dello scorso mese di gennaio, tra tempo trascorso nella preparazione del terreno, la specialità dell’azienda Campagna, e semina del grano, anche a causa delle scarse piogge, il raccolto estivo non è stato dei migliori. Ciò non ha demoralizzato i tre Fratelli Campagna determinati a rendere quello scorcio di terra setina, produttivo come un tempo.  
L’area agricola in questione, è quella situata in località Quarto Acquaviva, nei pressi dell’intersezione tra SS 156 dei Monti Lepini che in quel tratto urbano è denominata via Campania e via degli Archi di San Lidano, delimitata da Fosso Venereo e Canale Fossella. 
La società Fratelli Campagna Lavori Agricoli, ha stipulato l’atto di acquisto del fondo al termine di una lunga procedura con tanto di asta, alla fine dello scorso gennaio. 
La società di Sezze, che ha la sua sede in via Fontana Acqua Viva, ha una tradizione pluridecennale in campo agricolo, nella lavorazione e livellazione dei terreni.
A far pendere Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare srl, ovvero la società dello stato che ha svolto l’iter di sdemanializzazione del bene, a scegliere l’offerta presentata dai tre fratelli, non è stata solo la componente economica ma anche la progettualità esposta. 
Un progetto, quello presentato dai Fratelli Campagna, che è risultato vincitore rispetto ad altre 5 offerte. 
Ora quei terreni che in passato hanno ospitato l’aviosuperficie militare successivamente dismessa nel secondo dopoguerra, come detto, tornano all’agricoltura. 
A dire il vero c’erano già tornati ma divisi in tanti micro appezzamenti dati in concessione a degli agricoltori. La società che fu garante di questo passaggio è andata però in crisi ed è fallita decretando il ritorno dell’intera superficie allo stato che ha deciso di dismettere il bene. La dismissione è avvenuta appunto tramite un’asta la cui fase di aggiudicazione ha dovuto rispettare alcuni vincoli imposti dallo strumento urbanistico vigente nel Comune di Sezze.
Lo stesso piano comunale inserisce i suddetti terreni nella zona agricola E ad uso seminativo, ovvero dove sono consentite attività edilizie anche a carattere residenziale solo se legate alla realizzazione di manufatti edilizi necessari alla conduzione agricola dei fondi.

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