Terzo Tempo, la serie A per tornare alla normalità

Ripartito il calcio dopo l’emergenza coronavirus. Serie A e serie B in campo, senza pubblico, ma con l’intento di ripristinare la normalità.

Non siamo ancora tutti sereni, perché l’emergenza da Covid-19 implica sempre uno stato di incertezze nella nostra vita, ma ricominciare a fare quelle cose prima del maledetto contagio da coronavirus ci spinge a essere un po’ più ottimisti. Non ce ne vogliano i detrattori del calcio, ma far riprendere i tornei dello sport più amato dagli italiani è un ritorno alla normalità, in attesa che ci siano notizie adeguate anche per il calcio dilettantistico.

Il blogger Federico Ginanneschi vi dà appuntamento lunedì 22 alle 19.30 conversando di sport, commentando i risultati di calcio, scavando nelle notizie e cercando anche di fornirvi qualche anticipazione di rilievo, lo farà insieme a uno storico dirigente come Antonio Nania.

PERCHE’ TERZO TEMPO – Il terzo tempo lo conosciamo. Un po’ per chi mastica basket, segno di incursioni nell’area avversaria sfidando la legge di gravità, ma soprattutto per il rugby, il gioco maschio condotto da gentiluomini che, dopo essersi scontrati ed essersele date di santa ragione per due tempi, decidono di risolvere le faccende strettamente personali in un terzo tempo, fatto di birra, salsicce e socialità.

Ecco, questo è il nostro spirito. Lo avete capito perfettamente. Da una parte penetreremo nel mondo dello sport come le più spettacolari azioni dell’Nba ci hanno tramandato, dall’altra rifletteremo con calma rispetto a quello che avviene nei campi quando l’agonismo diventa la caratteristica che anima ogni giocatore.

 

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