Venezia d’autunno è la Serenissima con l’acqua alta

Venezia è una delle città più affascinanti al mondo se non la più suggestiva. Il centro storico (limitato ai sestieri della città lagunare, vale a dire i quartieri) conta 53mila abitanti rispetto alla totalità dei 254mila.

Venezia è una delle città più affascinanti al mondo se non la più suggestiva. Il centro storico (limitato ai sestieri della città lagunare, vale a dire i quartieri) conta 53mila abitanti rispetto alla totalità dei 254mila. La città, capitale della Serenissima Repubblica di Venezia, per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo, dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

L’ACQUA ALTA – Con il termine di acqua alta sono indicati nella laguna di Venezia picchi di marea particolarmente pronunciati, tali da provocare allagamenti nell’area urbana. Il fenomeno è frequente soprattutto nel periodo compreso tra l’autunno e la primavera, quando l’alta marea arriva ad allagare buona parte della città rendendo difficili gli spostamenti per calli e campi. La marea che supera a Venezia la soglia di attenzione di +80 cm viene comunemente indicata come “acqua alta”; a questa quota sorgono problemi di trasporto e di viabilità pedonale nei punti più bassi della città. Quando la marea supera i 100 cm (5% del suolo pubblico allagato), il fenomeno inizia a interessare tratti più consistenti dei percorsi cittadini. A quota +110 cm, circa il 12% della città è interessata dagli allagamenti. Quando invece si raggiungono i +140 cm, viene allagato il 59% della città.

Il fenomeno dell’acqua alta è generato dalla combinazione di due fattori principali: l’alternarsi regolare delle maree unita a una causa meteorologica composta dalla combinazione di pioggia, vento e pressione atmosferica sulla massa marina; l’alta marea da sola non genera l’acqua alta: è la sovrapposizione di questi fattori che, combinandosi con la marea astronomica, porta il livello dell’acqua a raggiungere quote superiori in modo meno prevedibile. Il rialzo dell’acqua oltre il livello di marea è un fenomeno normale in un bacino chiuso come il mare Adriatico e il vento che lo favorisce non è tanto la bora, comune a Venezia, ma lo scirocco che agisce in senso longitudinale su tutta la massa d’acqua dell’Adriatico. Alla variazione della frequenza degli eventi di acqua alta a Venezia contribuiscono l’eustatismo (innalzamento del livello del mare) e la subsidenza (abbassamento del suolo per cause naturali o antropiche). Un tempo si pensava che l’escavo del canale dei Petroli e l’approfondimento delle bocche di porto (che ha aumentato la sezione di scambio d’acqua tra laguna e mare) avessero amplificato il fenomeno, visto che nel passato era un evento straordinario per la città. È stato poi dimostrato che questo specifico contributo esiste ma è del tutto trascurabile se confrontato con gli altri.

Allo scopo di proteggere la laguna di Venezia da acque alte eccezionali, dal 2003 è in corso di realizzazione il progetto MOSE, che consiste in una serie di barriere mobili costituite da un numero variabile di paratoie ancorate sul fondo delle bocche di porto della laguna, che si alzano in caso di superamento del livello predefinito di marea bloccando l’afflusso di acqua dal mare.

UN PO’ DI STORIA – La laguna veneziana si è formata nell’VIII secolo a.C. da un precedente ambiente fluvio-palustre e si suppone che qui vi fossero insediamenti umani sin dall’epoca preistorica vista la ricchezza di risorse che favorivano caccia e pesca. In età pre-romana, vale a dire nel periodo paleoveneto, la civiltà era ben radicata nella zona con popolazioni dedite alla pesca, alla produzione del sale, ai trasporti marittimi e alle altre attività mercantili connesse. Snodo di intensi traffici commerciali che collegavano l’Adriatico con il Centro e Nord Europa, in questo periodo vengono a svilupparsi alcuni insediamenti,

All’apice della sua potenza, nel XIII secolo, Venezia dominava gran parte delle coste dell’Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l’Istria, molte delle isole dell’Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la più importante potenza militare e tra le principali forze mercantili nel Medio Oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva dall’Adda all’Istria, e da parte della provincia di Belluno, al Polesine veneto. Ma la decadenza cominciò a farsi sentire già nel XV secolo: eventi storici come l’accrescersi della potenza ottomana e lo spostamento dei commerci verso le Americhe, colpirono duramente la vocazione marittima della città che finì per volgere i suoi interessi economici verso l’entroterra. È annoverata fra le Repubbliche marinare e, a ricordo di ciò, il leone di San Marco, emblema della Serenissima, appare nelle insegne marine della bandiera italiana unitamente ai simboli di Genova, Pisa e Amalfi. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, con il passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali.

COSA VEDERE – I monumenti del comune di Venezia si trovano quasi totalmente nel centro storico e nelle isole della laguna. Il luogo più celebre della città è Piazza San Marco, l’unica nel centro storico a essere caratterizzata dal toponimo “piazza”: le altre piazze sono chiamate infatti “campi” o “campielli”. La Basilica di San Marco è situata al centro della piazza, colorata d’oro e rivestita da mosaici che raccontano la storia di Venezia, assieme ai bassorilievi che raffigurano i mesi dell’anno. Sopra la porta principale, i quattro cavalli bronzei provenienti dal palazzo imperiale di Costantinopoli, che furono trasportati a Venezia in seguito alla quarta crociata del 1204 su ordine del doge Dandolo (comandante della crociata). La pianta a croce greca è sovrastata da cinque grandi cupole. La fabbrica è la terza basilica dedicata a San Marco che sorge in questo luogo: le prime due andarono distrutte. Questa versione fu ispirata dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli (distrutta dai musulmani pochi anni dopo la conquista del 1453), di cui è una sorta di replica in scala ridotta. L’interno è rivestito di mosaici a fondo oro che raffigurano passi biblici e allegorici. Inizialmente, era la cappella dei Dogi della Repubblica di Venezia.

Il Palazzo Ducale sorge a fianco della Basilica: a unirli, la Porta della Carta, opera di Bartolomeo Bono, che è l’uscita del museo di Palazzo Ducale. L’ingresso principale è sul lato che guarda alla laguna. Sede del governo della Serenissima, è stato costruito nel XV secolo con marmi d’Istria. Qui sorgeva un castello, poi dato alle fiamme per far uscire Pietro IV Candiano che vi aveva trovato rifugio durante una sommossa. Ora il Palazzo è un museo, con opere dei migliori artisti veneziani: la Biblioteca Sansoviniana, che si trova al suo interno, ospita delle mostre temporanee. Da vedere la Sala del Maggior Consiglio, che per secoli fu la più grande sede di governo del mondo, il Ponte dei Sospiri, le carceri e i Piombi.

Altri importanti monumenti veneziani sono l’Arsenale, la basilica di Santa Maria della Salute, la basilica di Santa Maria gloriosa dei Frari, le sinagoghe del Ghetto. A Venezia ha inoltre sede il ricercato museo Peggy Guggenheim, dove si trovano grandi opere di artisti tra i quali Ernst, Modigliani, Picasso, Mirò, Pollock e Kandinsky. Nella laguna importanti mete turistiche sono le isole di Murano, Burano e Torcello. L’isola del Lido è invece una rinomata località balneare, nonché sede del celebre festival del Cinema di Venezia. Di fronte al Palazzo Ducale sorge il campanile di San Marco: costruito nel 1173 come faro per i naviganti, fu restaurato da Bartolomeo Bon nel XV secolo. Crollò il 14 luglio 1902 e venne interamente ricostruito. La loggetta in marmo rosso di Verona è un’opera di Jacopo Sansovino, e su di essa si trovano i bassorilievi che raffigurano allegorie con le imprese della Repubblica del Leone.

I CAFFÈ – Venezia è celebre anche per i suoi caffè storici. Importato dall’Impero ottomano intorno al 1615, a partire dal 1683 si diffusero moltissime caffetterie in tutta la città. Il 29 dicembre 1720 fu aperto il celebre Caffè Florian, ancor attivo in Piazza San Marco, sotto le Procuratie Nuove, nel 1775 fu la volta invece dell’altrettanto celebre Caffè Quadri.

COSA MANGIARE – Tra le specialità consigliate  baccalà mantecato, Risi e Bisi, Fegato alla Veneziana, Fritole, Polenta e schie, Castradina, Bigoli in salsa e sarde in saor.

LE ARCHITETTURE RELIGIOSE – Chiesa del Redentore: Sono innumerevoli le chiese degne di nota che si possono trovare nella città lagunare, sia per i propri pregi architettonici sia per i tesori artistici ivi contenuti. Tra le più importanti si può annoverare la Basilica di Santa Maria della Salute a pianta ottagonale, con la sua imponente cupola che spicca all’incile del Canal Grande e la celebre e maestosa Basilica di San Marco, cattedrale della città e sede del Patriarca e del Patriarcato di Venezia, situata nell’omonima piazza, di fianco al Palazzo Ducale.

Tra gli altri importanti edifici religiosi, abbiamo: la basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, la chiesa di San Francesco della Vigna, la chiesa di San Zaccaria, la basilica dei Santi Giovanni e Paolo, la chiesa del Redentore, quest’ultima realizzata presso l’isola della Giudecca su progetto di Andrea Palladio, e la basilica di San Pietro di Castello che annovera due cappelle a opera del Veronese, oltre a essere stata la primitiva Cattedrale della città fino al 1807.

Per la sua conformazione Venezia dispone di 435 ponti tra pubblici e privati che collegano le 118 isolette su cui è edificata, attraversando 176 canali. La maggior parte di essi sono costruiti in pietra, altri materiali comuni sono il legno e il ferro. Il più lungo è il ponte della Libertà che attraversa la laguna veneta, collegando la città con la terraferma e permettendo così il traffico veicolare. Il progetto è del 1931, per opera dell’ingegnere Eugenio Miozzi, mentre la sua inaugurazione si è avuta nel 1933, con il nome di Ponte Littorio.

I PONTI – Il principale canale che taglia la città, il Canal Grande, è attraversato da quattro ponti: il ponte di Rialto è il più antico (edificato intorno al XVI secolo); il ponte dell’Accademia; il ponte degli Scalzi, questi ultimi costruiti sotto la dominazione asburgica e ricostruiti nel XX secolo, e infine il ponte della Costituzione, posto in opera nel 2008 su progetto dell’architetto Santiago Calatrava. Un altro simbolo della città è il ponte di Rialto: opera di Antonio Da Ponte, sorse nel 1591. Costituiva l’unico modo di attraversare il Canal Grande a piedi: infatti, rimase l’unico ponte fino al 1854, quando fu costruito il ponte dell’Accademia (a cui si aggiunsero in seguito il ponte degli Scalzi e il ponte della Costituzione). Sui lati del corpo centrale si trovano negozi di lusso mentre, alla fine del ponte, nel sestiere di San Polo, si trovano il mercato orto-frutticolo, l’edificio coperto della pescheria e la chiesa di San Giacomo di Rialto. Uno dei ponti più celebri di Venezia è, inoltre, il ponte dei Sospiri. Realizzato in pietra d’Istria nel XVII secolo su progetto dell’architetto Antonio Contin, collega il Palazzo Ducale con le Prigioni Nuove.

TEATRI E PALAZZI – Venezia ai tempi della Serenissima possedeva molti teatri, per rappresentazioni sia musicali sia drammaturgiche o di commedia, molti dei quali ospitati all’interno di palazzi patrizi, come ad esempio il teatrino di Palazzo Grassi ristrutturato nel 2013[42] o in fabbriche di indubbio interesse architettonico, come il settecentesco Teatro La Fenice (1792), il Teatro Goldoni (risalente al 1622, anche se completamente ristrutturato negli anni settanta) e il Teatro Malibran (1678). Venezia è ricca di palazzi signorili, affacciati su campi, calli, rii e canali, antiche residenze delle più ricche famiglie veneziane dell’epoca d’oro della città. A parte le scuole e gli edifici istituzionali come ad esempio Palazzo Ducale, quasi tutti i palazzi sono identificati con il nome della famiglia che li ha fondati o che più vi ha lasciato il proprio segno. Tra i più famosi Palazzo Fortuny, in stile gotico donato alla città di Venezia dalla vedova dell’artista spagnolo Mariano Fortuny, Palazzo Grassi, opera di Giorgio Massari, Palazzo Mocenigo dalla facciata di impronta rinascimentale, Palazzo Grimani, di proprietà demaniale e sede della Corte d’appello e Palazzo Loredan in stile gotico. Spesso nel nome vengono citate due o più famiglie come ad esempio Palazzo Cavalli-Franchetti, o Palazzo Gritti-Badoer, oppure è specificato il ramo della famiglia (es. Palazzo Morosini del Pestrin).

Molte residenze private mantengono invece la tradizionale denominazione Ca’, che indicava il nome della casata e dell’edificio: ad esempio Ca’ Foscari, sede dell’omonima Università cittadina, Ca’ Corner, progettata nel XVI secolo da Jacopo Sansovino, Ca’ Rezzonico, nel sestiere di Dorsoduro e opera del Longhena, Palazzo Balbi, sede del Presidente e della Giunta Regionale della Regione del Veneto, Ca’ Pesaro, Ca’ Tron, Ca’ Vendramin Calergi[38] e Ca’ Dario, tristemente nota per il tragico destino di alcuni dei suoi proprietari. A Venezia, vista la sua antica vocazione commerciale, sono inoltre presenti i fondachi, antichi edifici di origine medioevale adibiti a magazzino e a ricovero per i mercanti stranieri. Lungo il Canal Grande sono visibili il fondaco dei Tedeschi, il fondaco dei Turchi e il fondaco del Megio.

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